LA VENERAZIONE DI MARIA E DEI SANTI NELLA CHIESA ORTODOSSA (1)

Nel 2007 il teologo ortodosso padre John Morris pubblicò sulla rivista “The world” un fondamentale testo che aiuta a comprendere l’importanza della devozione per la Madre di Dio e i Santi nella Chiesa ortodossa. Lo riproponiamo, in parti successive, per gli amici de “I sentieri dell’icona”.

di padre John Morris
Una delle prime cose che si vedono quando si visita una chiesa ortodossa o la casa di un cristiano ortodosso è l’immagine della Beata Vergine Maria. Ovunque si guarda, si vedono le icone della Beata Vergine. Le sue icone sono sull’iconostasi, sul soffitto e sulle pareti della Chiesa e nelle case dei fedeli. I cristiani ortodossi citano spesso il suo nome in canti e preghiere e chiedono la sua intercessione in ogni momento importante della loro vita. La devozione ortodossa alla Theotokos non è solo una questione di pietà popolare. È anche l’espressione della dottrina centrale della Chiesa ortodossa, la dottrina dell’incarnazione di Cristo. Significativamente, la Chiesa ortodossa ha trasmesso il suo insegnamento riguardo a Maria attraverso testi devozionali e liturgici, piuttosto che attraverso saggi teologici o dichiarazioni dogmatiche. Ciò mostra come i cristiani ortodossi mantengono e trasmettono le loro credenze più profondamente radicate. Padre John Meyendorff ha scritto:

Attraverso la liturgia, un bizantino riconosceva e viveva la sua appartenenza al Corpo di Cristo. Mentre un cristiano occidentale in genere controllava la sua fede sulla base dell’autorità esterna (il magistero o la Bibbia), il cristiano bizantino considerava la liturgia sia una fonte che un’espressione della sua teologia… La liturgia manteneva l’identità della Chiesa e la sua continuità in mezzo a un mondo che cambia.

image

Anche se i cristiani ortodossi tengono le sacre Scritture in grande stima e le considerano divinamente ispirate, guardano al di là dei testi sacri alla totalità della vita della Chiesa come espressa nella santa Tradizione della Chiesa. Le parole usate durante la preghiera e il culto sono una manifestazione molto importante e anche molto personale di questa santa Tradizione. Alexander Schmemann ha scritto: “Nei primi tempi la Chiesa sapeva bene che la lex credendi (regola di fede) e la lex orandi (regola di preghiera) erano inseparabili e che reciprocamente si motivavano a vicenda – che, nelle parole di sant’Ireneo , ‘il nostro insegnamento è in armonia con l’Eucaristia e l’Eucaristia conferma il nostro insegnamento.’ ” I teologi ortodossi non tracciano una netta distinzione tra sacra Scrittura e santa Tradizione o fra tradizione scritta e non scritta. Al contrario, essi considerano gli insegnamenti delle Sacre Scritture e quelli espressi dalle preghiere della Chiesa, le decisioni dei Concili ecumenici, e il consenso dei teologi antichi e moderni come manifestazioni della stessa santa Tradizione. I cristiani ortodossi credono che, nel corso dei secoli, lo Spirito Santo ha guidato la Chiesa per conservare gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli attraverso la vita della Chiesa. San Basilio il Grande ha scritto:

Tra le credenze e le pratiche, sia quelle generalmente accettate che quelle pubblicamente disposte, che si conservano nella Chiesa, alcune le possediamo in quanto derivate dall’insegnamento scritto, altre sono state consegnate a noi ‘in un mistero’ dalle tradizioni degli apostoli, ed entrambe le tipologie, in relazione alla vera religione, hanno la stessa forza.

Il ruolo della liturgia nella trasmissione di insegnamenti riguardo alla Vergine Maria illustra un aspetto molto importante della comprensione ortodossa della Chiesa. I cristiani ortodossi credono che la Chiesa è prima di tutto un’assemblea eucaristica o cultuale. Alexander Schmemann ha scritto: “L’Eucaristia, lo ripetiamo, non e ‘uno dei sacramenti’ o uno dei servizi, ma la manifestazione stessa e la realizzazione della Chiesa in tutta la sua potenza , santità e pienezza.” Così, da un punto di vista ortodosso, la liturgia e il culto non sono solo un’espressione della vita della Chiesa. Essi sono l’essenza stessa della Chiesa. Per i cristiani ortodossi, tutto scaturisce dall’Eucaristia e dal culto della Chiesa. Anche le opere caritative e sociali sono un mezzo per manifestare al mondo la presenza di Cristo che i fedeli sperimentano durante la Divina Liturgia.

Il ruolo dei testi liturgici nell’esprimere gli insegnamenti della Chiesa riguardo alla Theotokos illustra l’approccio della teologia ortodossa. I testi liturgici si riferiscono alla Theotokos sono manifestazioni poetiche di devozione alla Vergine Maria, piuttosto che trattati razionali sulla Beata Vergine. Essi sono un’espressione del cuore piuttosto che della mente, perché i cristiani ortodossi credono che la ragione umana non possa comprendere o capire i misteri di Dio. Di fatto, i cristiani ortodossi credono che tutta la vera teologia deve venire dall’esperienza mistica di Dio attraverso la preghiera e il culto, piuttosto che attraverso la contemplazione intellettuale di Dio con la mente.
(I-continua)