LO STAREC PAISIOS DELL’ATHOS DICHIARATO SANTO DA COSTANTINOPOLI

Il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ha iscritto nel “Registro dei Santi della Chiesa ortodossa” lo starec Paisios del Monte Athos, scomparso in Grecia nel 1994 all’età di 80 anni. Nato a Fàrassa di Cappadocia nel luglio del 1924, visita il Monte Athos per la prima volta nel 1950 e nel 1953 diviene novizio presso il Sacro Monastero di Esfigmenos (Athos). Nel 1956 passa al Monastero di Filothéou (Athos) e nel 1958 a quello di Stòmio di Kònitsa. Si trova per qualche anno nel monastero di Santa Caterina sul Sinai e dal 1965 fino alla data della sua morte (12 luglio 1994) rimane sul Monte Athos. Gli ultimi anni della sua vita sono contraddistinti da eventi straordinari. Folle di pellegrini lo cercano per un aiuto e un consiglio. La sua morte è stata vissuta come un lutto per l’intera Grecia.

Tra i suoi insegnamenti, diffusi anche attraverso scritti e libri, riportiamo una sua meditazione, dedicata al tema dell’amore:
“Il dovere più importante dell’uomo è amare Dio e poi il prossimo, ogni uomo, in modo particolare il nemico. Se ameremo Dio quanto Lui ci chiede, rispetteremo allora anche gli altri comandi che ci ha dato. Noi però non amiamo nè Dio nè il prossimo. A chi importa oggi, degli altri? Tutto per noi, niente per gli altri, ma di questo dovremmo rendere conto! Perchè Dio, che nella sua totalità è amore, non perdonerà la nostra indifferenza nei riguardi del prossimo. Il buon cristiano ama prima Dio e poi l’uomo. Il resto della capacità di amare va rivolto verso gli animali e verso la natura. Il fatto che noi, uomini d’oggi, distruggiamo quel che ci circonda, dimostra che non abbiamo eccedenza di amore. Abbiamo dunque amore verso Dio? Purtroppo no, la nostra vita lo dimostra”.