L’ICONA DEDICATA A DON PUGLISI, MARTIRE E ADESSO BEATO

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Il volto è quello familiare della Madre di Dio della Tenerezza: lo hanno “scritto” su una tavola lignea, in ossequio alle più antiche tradizioni canoniche per le sacre immagini, le monache clarisse del monastero di Paganica (L’Aquila) in memoria di don Pino Puglisi, il sacerdote siciliano, parroco di Brancaccio, ucciso dalla mafia nel 1993 che sabato 25 maggio, a Palermo, viene proclamato beato dalla Chiesa cattolica durante una solenne cerimonia al Foro Italico, dove sono attesi 80mila fedeli da tutta Italia. L’icona venne donata nel 2011 dalle monache alla Casa di accoglienza intitolata a don Puglisi a Modica, in provincia di Ragusa, “in segno di testimonianza – come si disse allora – e incessante preghiera”. “Questo dono – affermò in quell’occasione il vicario generale della diocesi, don Angelo Giurdanella – diventa il sigillo di un legame con la terra dell’Aquila segnata dal terremoto e dalla voglia di rinascere, per tanti giovani qui accolti, a partire dalle radici spirituali, dalla capacità di ritrovare la speranza che nasce dalla fede e dell’amore”. “Don Puglisi – ha detto il cardinale di Palermo, Paolo Romeo a proposito della beatificazione – è stato ucciso perché era un prete che formava le coscienze, costruiva la comunità parrocchiale e aiutava le persone a uscire dai meccanismi che le rendono schiavi. Il suo esempio ci dice che ognuno di noi ha qualcosa da cambiare nel proprio cuore, nel proprio pensare, nel proprio agire. Solo così la civiltà dell’amore potrà affermarsi”. La celebrazione eucaristica è fissata per le 10.30 alla presenza di 40 vescovi, 750 presbiteri e 70 diaconi. Il rito di beatificazione sarà presieduto dal cardinale Salvatore De Giorgi, delegato di Papa Francesco.

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