SAN PIETROBURGO: LA CHIESA “SUL SANGUE” NELLA TOP TEN MONDIALE

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Le cupole coloratissime della cattedrale sorta dove morì lo zar Alessandro II di Russia, ovvero la chiesa del Salvatore sul Sangue Versato di San Pietroburgo, è stata inserita nella top ten 2014 del “Travelers choice attraction”, la speciale classifica stilata dai navigatori del sito Tripadvisor. A guidare la graduatoria è il Macchu Picchu, il monte sacro degli Inca in Sudamerica, mentre la basilica di San Pietro, a Roma, ha ottenuto un più che lusinghiero quinto posto. Il monumento pietroburghese, comunque, è riuscito ad inserirsi nei primi dieci posti ed occupa, esattamente, l’ottavo. La chiesa, dedicata alla Resurrezione di Gesù Cristo ma nota, appunto, come la chiesa del Salvatore sul Sangue Versato – o anche solo la chiesa sul Sangue – ha assunto questa denominazione in quanto segna il punto in cui Alessandro II fu ferito mortalmente in un attentato il 1° marzo 1881. Progettata da Alfred Parland nello stile tipico delle chiese russe del XVI e XVIII secolo, la struttura fornisce un netto contrasto con i suoi dintorni caratterizzati da elementi di architettura barocca, classica e modernista. Alessandro II morì per ferite riportate in un attacco da parte del gruppo terroristico “Volontà del Popolo”. Immediatamente, il suo erede, Alessandro III, dichiarò la sua intenzione di erigere una chiesa sul luogo in memoria di suo padre; questa chiesa doveva essere costruita nel “tradizionale stile russo” proprio per contrastare l’influenza occidentale contaminante.

Nella chiesa non furono mai svolti battesimi, funerali, matrimoni, in quanto questo non era nei piani di Alessandro III. Tuttavia requiem settimanali e letture hanno attratto negli anni un gran numero di fedeli. Dopo la rivoluzione, la chiesa, benché eretta a cattedrale ufficiale nel 1923, fu saccheggiata. Fu chiusa nel 1932 e sostanzialmente trasformata in una discarica. Addirittura si vociferava che la chiesa sarebbe stata demolita. I danni dovuti alla Seconda guerra mondiale e all’assedio di Leningrado sono ancora visibili sui muri. Dopo il conflitto, fu utilizzata come magazzino per il Teatro Piccolo dell’Opera. Il prezioso santuario fu quasi completamente distrutto. Il 20 luglio 1970 la chiesa divenne un museo della Cattedrale di Sant’Isacco. La riapertura avvenne nell’agosto del 1997, quando migliaia di visitatori inondarono letteralmente la chiesa. Uno degli elementi più impressionanti è il santuario costruito sul luogo dove Alessandro II fu ferito mortalmente, che ha mantenuto un posto speciale all’interno della chiesa. E’ stato costruito su progetto di Parland, e completato nel luglio del 1907. La chiesa possiede una collezione straordinaria e variegata di icone mosaico. La grande icona di San Alexander Nevskij è stata creata secondo un disegno di Nesterov. Le icone della Madre di Dio con il Bambino e il Salvatore sono state dipinte su progetto di Vasnetsov. Il mosaico del Pantocrator, che raffigura Cristo benedicente con la mano destra, ubicato nella piattaforma della cupola centrale, è stato dipinto secondo un disegno di N. Kharlamov.