“LA GRANDE EMOZIONE DI POTER SCRIVERE LA PROPRIA ICONA”

Martedì 3 giugno 2014 il quotidiano online ravennanotizie.it ha pubblicato una breve lettera delle sorelle carmelitane del monastero di Ravenna nella quale vengono riferite le emozioni vissute nel corso di iconografia svoltosi presso la stessa sede e conclusosi il 31 maggio. Riportiamo qui il testo dello scritto, che ben testimonia il senso di simili iniziative capaci di coinvolgere un numero sempre più ampio di persone.

Sabato 31 maggio siamo giunte alla conclusione di un percorso nuovo e inedito per il nostro monastero; si è tenuta infatti l’ultima di 12 lezioni di iconografia che, di sabato in sabato, ha accompagnato una ventina di iconografi, tra principianti e avanzati. Per la prima volta si è aperta per noi la porta su questa esperienza di condivisione di un dono, quello di un contatto approfondito e curato con l’arte iconografica bizantina. Grazie alla proposta della Scuola Teologica Diocesana abbiamo potuto prendere parte anche noi a questa bella iniziativa: dar vita a un laboratorio teorico e pratico di iconografia, che ha visto la collaborazione della nostra iconografa, sr. Elisabetta, con i professori Giancarlo Pellegrini e Giovanni Gardini.
Nonostante gli spazi ristretti della nostra clausura, siamo riuscite a ricavare un’aula di pittura, in una zona un po’ appartata del nostro cortile, in modo da custodire comunque la vita della comunità, con i suoi ritmi di preghiera, nel silenzio. I risultati sono stati ottimi, con soddisfazione di tutti, insegnanti e allievi; le icone realizzate, che riproducono un’immagine del Salvatore della scuola di Novgorod del XVI secolo parlano da sé. Ognuno ha potuto “scrivere” la sua icona, che è stata benedetta nel pomeriggio di sabato 31 maggio, nel corso di un rito molto semplice, ma molto sentito, guidato da p. Sergey Averin, uno dei sacerdoti della chiesa ortodossa russa di Ravenna. Il clima di apertura, di dialogo, di attento ascolto verso l’Oriente che abbiamo potuto vivere nel corso di questo laboratorio di iconografia è sicuramente un dono per tutti, per noi monache e per quanti hanno partecipato. Sì, perché solo affacciandosi a Oriente, solo guardando alla Chiesa Unita, che respira dell’unico amore del Cristo, a Occidente e a Oriente, si può attingere la pienezza della fede, lo splendore della luce di Dio, che sorge per ogni uomo e donna che viene in questo mondo.
Le sorelle carmelitane di Ravenna