LA CHIESA DI S. NICOLA A MOSCA: QUANDO IL METRO LA MISE A RISCHIO

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E’ un piccolo gioiello di architettura che si trova non distante dalla stazione Taganskaja della metropolitana di Mosca. Si tratta della piccola chiesa dedicata a San Nicola, edificata tra il 1697 e il 1712, superbo esempio dello stile architettonico conosciuto come barocco moscovita. Il sacro edificio, che originariamente fungeva da parrocchia per i numerosi artigiani della zona, proprio nel corso dei lavori di realizzazione della metropolitana finì al centro di una vicenda che pochi conoscono. Gli ingegneri addetti alla costruzione delle gallerie, infatti, ad un certo punto temettero che la struttura, a causa degli scavi, potesse collassare. Problema tanto più grave in quanto, nel frattempo, la chiesa, nell’ambito del “disgelo” delle autorità sovietiche e dello stesso Stalin verso la religione ortodossa dopo la vittoria nella Grande guerra patriottica, avevano eretto l’edificio, nel 1947, a monumento nazionale. Fu, quindi, necessario, per gli addetti al cantiere, rinforzare la zona di scavo con cemento armato per impedire che il terreno circostante cedesse. Così la chiesa non subì danni. Ancor oggi la sua configurazione architettonica è inconfondibile ed è formata da tre elementi: la parte principale, che è la chiesa vera e propria, è un edificio color mattone sormontato da cinque cupole nere; poi c’è il corpo allungato del refettorio che collega la chiesa al terzo elemento, un campanile terminante in cima con una cupola a tenda. Benché la chiesa segua, come accennato, i canoni dello stile barocco, essa rimane caratterizzata, però, da una certa sobrietà. Questa mancanza di fastosità fu il modo in cui l’architetto incaricato di costruire la chiesa espresse il suo disappunto, comune a molti russi, nei confronti delle riforme occidentalizzanti promosse dallo zar Pietro il Grande.