SANREMO, LA CHIESA ORTODOSSA RUSSA AL TRAGUARDO DEL SECOLO

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Il 22 dicembre 2013 la chiesa di Cristo Salvatore a Sanremo ha celebrato il suo centenario. Il tempio fu realizzato su progetto del noto architetto Shchusev con donazioni della comunità russa nel 1913 e santificata nel dicembre dello stesso anno. La ricorrenza è stata celebrata nel Casinò locale e l’avvenimento è stato commentato per l’emittente radiofonica “La Voce della Russia” da Michail Talalay, noto storico specializzato nel tema de “La presenza russa in Italia”. Eccone la trascrizione proposta dal sito web della stessa emittente.

Corrispondente: Mikhail Grigorievich, perché la presentazione della Chiesa russa avverrà proprio nel Casinò? Ciò non darà agli italiani un’impressione erronea di questo evento? (Si noti che più tardi Talalay mi ha richiamato per confermare che i festeggiamenti della ricorrenza veramente avranno luogo nel Casinò, perciò ho lasciato solo una parte della sua risposta):
Talalay: Il Casinò di Sanremo è un sito particolare: è antico, rispettabile, prestigioso e stabile. Oltre alla sua principale attività nel campo dei giochi d’azzardo, qui si svolge in modo facoltativo anche quella culturale. Di solito il sabato qui si organizzano serate dedicate alla cultura locale.

Corrispondente: La chiesa ortodossa russa di Sanremo fu realizzata nel periodo prerivoluzionario della storia russa e, s’intende, poteva sperare in sussidi statali. Cos’è fondamentalmente cambiato da allora?
Talalay: Ho studiato con molto impegno la storia della chiesa e posso dire che prima della rivoluzione gli abitanti locali, infatti, tentavano di farsi concedere dei sussidi statali ma va constatato che già in quel periodo lo Stato era riluttante a distribuire fondi. Perciò la costruzione fu benedetta con le parole: “Cari villeggianti, impegnatevi voi stessi a raccogliere i fondi necessari per realizzare il progetto!”. Un simile approccio nei confronti delle parrocchie ortodosse non c’era a Roma o a Firenze, dove tutto era in bella vista. Ora, nel caso di Sanremo la situazione risulta più aggrovigliata poiché nel periodo postrivoluzionario la comunità russa locale, per motivi poco chiari, si è separata dalla Russia e a tutt’oggi fa parte della diocesi che non si è riunificata con il Patriarcato di Mosca, essendo una parte delle chiese russe soggette alla giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli. Per questo motivo, non conta affatto sul sostegno da parte dello Stato.

Corrispondente: Di che cosa vive oggi la chiesa ortodossa di Sanremo? Quale atmosfera vi regna?
Talalay: Per la prima volta venni a Sanremo a studiare la storia di questa chiesa più di venti anni fa. Era assolutamente vuota. Sotto i miei occhi cessavano di vivere gli ultimi rappresentanti della vecchia immigrazione tra cui figli di diplomatici, figli di russi della vecchia Russia. Un tempo la chiesa di Sanremo era in uno stato di paralisi. Ma ora io, come storico, sto osservando con interesse che tutto si rimette al suo posto. Come in passato, cento anni fa, la chiesa venne realizzata e decorata dai villeggianti, anche ora a Sanremo si stabiliscono attivamente villeggianti russi. Si badi bene, non sono lavoratori immigrati, ma cittadini russi assai benestanti, che o si sono messi a riposo ed hanno acquistato qui degli immobili, o sono persone di buona posizione economica che a Sanremo acquistano ville e, sicuramente, fanno attenzione all’antica chiesa russa. Ci sono anche molte donne russe sposate con italiani.

Corrispondente: Voglia parlare un po’ del processo di integrazione della chiesa russa nella società italiana. Quali rapporti si sono stabiliti tra le due culture religiose – cattolica ed ortodossa?
Talalay: È un processo assai lungo e non semplice, poiché i cattolici consideravano i credenti ortodossi scismatici. Ma poi negli anni 60 del XX secolo avvenne una svolta decisa. Allora al Concilio Vaticano II ai cattolici fu dichiarato che gli ortodossi non erano scismatici ma fratelli e sorelle. Essendo elementi subordinati essi cominciarono a fraternizzare con gli ortodossi, anzi era un processo assai tumultuoso. Va detto che i cattolici considerano con buona predisposizione gli ortodossi originari: russi, ucraini, georgiani ed altri. Ma giudicano negativamente i casi in cui, per esempio, un italiano, già cattolico, abbia deciso di convertirsi alla fede ortodossa. Si aprono delle vecchie ferite, dei vecchi attriti. Gli italiani trattano senza simpatia questi connazionali considerandoli a tutt’oggi voltagabbana. Tutto sommato, oggigiorno i cattolici passano prontamente le loro chiese poco frequentate nelle mani dei rappresentanti della nuova ondata di immigrati, per lo più ucraini, moldavi, georgiani, in misura inferiore – russi. Oggi praticamente in tutte le città italiane ci sono ex chiese cattoliche in cui si sono già stabilite le comunità ortodosse.

Nella sua recente intervista al’edizione ortodossa “Il ponte della Croce” l’arcivescovo Mark di Egorievsk, Capo del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, ha dichiarato che attualmente l’ortodossia in Italia è la seconda confessione religiosa per numero dei parrocchiani dopo i cattolici. Ora gli italiani frequentano spesso le chiese ortodosse sperando, per esempio, di impegnare una persona in buona fede nell’assistenza a malati. In tal modo un sacerdote aiuta a qualcuno a trovare un lavoro,- ha detto all’edizione l’arcivescovo Mark.

Corrispondente: Lei personalmente ha notato l’interesse degli italiani per l’ortodossia? Come considerano questo ramo del cristianesimo?
Talalay: Va detto che gli italiani sono eccezionalmente sensibili nei confronti della bellezza, della storia, della letteratura, della musica. L’ortodossia russa li ha conquistati a pieno titolo il che si manifesta in particolare nel loro vivo interesse per la musica e l’architettura sacra, per le icone ortodosse. In tutta l’Italia spuntano come funghi dopo la pioggia botteghe di iconografia, in cui vengono educati italiani cattolici che non si sono convertiti alla fede ortodossa ma amano “La Santissima Trinità” di Rublev, amano le immagini russe della Madre di Dio. Imparano a dipingere in stile russo, e non in quello georgiano o greco. Per gli italiani l’icona vera è l’icona russa. Ripeto che attualmente in Italia si aprono molti laboratori simili.

Immagini della chiesa ortodossa russa di Sanremo sono disponibili anche nella sezione “Diario di bordo” di questo sito.