ANDREA RICCARDI: “LA GLOBALIZZAZIONE DOMANDA L’UNITÀ”

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Il settimanale cattolico “Famiglia cristiana” del 24 novembre 2013 ha pubblicato una riflessione sul delicato tema dell’unità dei cristiani a firma del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi. Il testo è stato pubblicato alla vigilia dell’incontro, in Vaticano, fra Papa Francesco e il presidente russo Vladimir Putin e a pochi giorni di distanza da quello fra lo stesso Pontefice e il metropolita Hilarion di Volokolamsk, “ministro degli Esteri” del Patriarcato di Mosca di cui si dà conto nella sezione “Eventi” di questo stesso sito. Pubblichiamo, dal sito www.santegidio.org, il testo dell’articolo.

Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano il metropolita russo ortodosso Hilarion, il “ministro degli Esteri” del patriarcato di Mosca. I giornali hanno dato rilievo a questo incontro, parlando di un prossimo colloquio tra il Papa e il patriarca russo Kyrill. Da quando Francesco è stato eletto ha ricevuto parecchie visite di capi di Chiese ortodosse: la crisi in Siria, la persecuzione in tante parti del mondo, le nuove sfide della globalizzazione spingono a riflettere sul significato dell’unità dei cristiani. Nel 2014, il Papa si recherà a Gerusalemme, dove incontrerà il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, a 50 anni dallo storico abbraccio tra Paolo VI e Atenagora. L’incontro con il patriarca russo sarebbe di grande significato. Questi rappresenta la più grande Chiesa ortodossa del mondo, con 150 milioni di fedeli.

UNA CHIESA DI MARTIRI. Kyrill è stato intronizzato patriarca nella cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca nel 2009. Questa grande cattedrale era stata distrutta durante le persecuzioni di Stalin nel 1931. Ricostruita a partire dagli anni ’90, è il simbolo della resurrezione dell’ortodossia russa. Infatti, la Chiesa russa è una Chiesa di martiri. Dal 1917, con l’inizio del regime comunista, ha subito grandi persecuzioni: circa 300 vescovi ortodossi, migliaia di preti, monache e monaci e centinaia di migliaia di fedeli hanno perso la vita per la persecuzione. Negli anni ’40 la Chiesa era quasi annientata. Stalin, per favorire la coesione nazionale in guerra, concesse la riapertura di alcune chiese e maggior spazio al culto, la sola attività concessa alla Chiesa sino alla fine del comunismo. Il patriarca Kyrill, nella sua vita, ha conosciuto gli anni duri della persecuzione sovietica ed è oggi molto impegnato nella rinascita pastorale della sua Chiesa. Un incontro tra il Papa e il leader della più grande Chiesa ortodossa sarebbe molto significativo. Non è stato possibile ai tempi di Giovanni Paolo II, perché i russi consideravano il Papa polacco troppo impegnato nell’espansione del cattolicesimo in terra russa. Non impossibile era l’incontro con Benedetto XVI, visto da Kyrill, allora metropolita, e stimato per il suo attaccamento alla tradizione. Il cristianesimo cattolico e quello ortodosso sono solidali. L’ecumenismo ha frontiere ben più larghe di quelle della Ue. Un incontro tra Francesco e Kyrill sarebbe il segno che una nuova stagione è cominciata. La globalizzazione del mondo domanda l’unità dei cristiani.
Andrea Riccardi