LA CATTEDRALE DELL’ISOLA DI KIZHI: INNO ALL’ARTE LIGNEA

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È uno dei capolavori assoluti dell’architettura lignea della Russia, dal 1992 inserita dall’Unesco nel prestigioso elenco dei “Patrimoni dell’umanità” Parliamo della cattedrale della Trasfigurazione dell’isola di Kizhi, in Carelia, nella parte nord-occidentale a circa 380 chilometri in linea d’aria da San Pietroburgo. Il nome Kizhi, nella lingua dei careli, vuol dire “luogo della festa”, ed in effetti sull’isola si svolgevano le feste pagane delle tribù stanziatesi nell’area fra il X e il XII secolo.
La cattedrale della Trasfiguraziine (nella foto) venne eretta nel 1714, in un periodo in cui la Russia, dopo aver condotto con successo l’azione bellica contro la Svezia, si stava installando definitivamente nel Baltico. Proprio all’artefice dell’ascesa della potenza russa, cioe’ all’imperatore Pietro il Grande, va attribuita l’edificazione di questo gioiello dell’architettura sacra. Secondo la tradizione, infatti, lo zar visitò l’isola poco prima che iniziassero i lavori di costruzione dell’edificio, L’idea di erigere una cattedrale, simbolo di una Russia vincitrice, lo entusiasmò tanto da indurlo a tracciare egli stessto il disegno dell’edificio sacro. E veramente, nella sua magnificenza, la nuova costruzione può essere considerata un inno alla grandezza dell’impero russo.
La cattedrale, alta 37 metri, presenta un numero di cupole davvero inusuale: ben 22. E’ stata edificata utilizzando il legno di pino e adottando il sistema dell’incastro delle travi, senza usufruire di chiodi. Al fine di evitare la monotonia estetica, le numerose cupole variano di dimensione e, essendo poste su diversi livelli, donano all’edificio una configurazione piramidale. Le cupole e i tamburi sui quali poggiano sono stati realizzati incastonando fra loro tavolette di legno di tremolo, scelto per la sua particolare colorazione. Infatti, in lontananza, le cupole brillano di un fosforescente colore argenteo, fenomeno accentuato durante il periodo delle notti bianche, quando il sole quasi non tramonta. Queste caratteristiche rendono la cattedrale un edificio veramente unico e difatti secondo una leggenda, al temine dei lavori di costruzione, il capomastro avrebbe gettato la sua accetta nel lago Onega dicendo: “Questa chiesa è stata costruita dal maestro Nestore, non vi è mai stata una simile e non vi sarà mai”.
I monumenti in legno presenti a Kizhi sono in tutto 76 e comprendono case, mulini, saune, fucine, granai e fienili. Ogni casa ospita al proprio interno oggetti di uso comune, dal vasellame agli strumenti di lavoro, mobili e persino vestiti, tutti risalenti al XIX secolo.

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