NELLA FORESTA DI KOVALYOVO LA MEMORIA DI 5MILA MARTIRI

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Una fotografia emblematica di un’intera epoca: l’istantanea è stata scattata di fronte al semplice memoriale, composto – come si vede – da semplici riproduzioni iconografiche e una croce poste su un cippo ricavato da un albero, nella foresta di Kovalyovo, nel nord della Russia, dove tra il 1918 e il 1922 vennero assassinate e poi bruciate almeno 5mila persone. Fra loro, perseguitate nel furore politico e antireligioso seguito alla Rivoluzione bolscevica del 1917, cadde anche il primo marito della poetessa Anna Achmatova, Nikolaj Gumilev. Benché neppure gli storici e i ricercatori, dopo la caduta del regime sovietico, siano riusciti a individuare con esattezza il luogo dell’esecuzione, molti pellegrini si recano ancor oggi sul luogo dell’eccidio per pregare in memoria del metropolita di San Pietroburgo Benjamin, canonizzato dalla Chiesa ortodossa, ucciso nel 1922. Dalle testimonianze risulta che il sacerdote fu assassinato dopo essere stato vestito di stracci e rasato in modo che gli esecutori delle sentenze di morte non si rendessero conto di chi stavano per colpire a morte. Nella sua disarmante semplicità, il cippo di Kovalyovo rimane un emblematico “luogo della memoria”, uno dei molti presenti oggi nei territori dell’ex Unione Sovietica per ricordare il sacrificio di milioni di vittime innocenti.

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