LA CHIESA RUSSA DI S. CATERINA, ROMA “CHIAMA” MOSCA

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Le sue cupole svettano, in linea d’aria, a poche centinaia di metri da quella, assai più famosa, della basilica di San Pietro in Vaticano. Eppure la chiesa ortodossa di Santa Caterina Martire (nella foto sopra), che rientra nella giurisdizione del Patriarcato di Mosca, è già un punto di riferimento per centinaia di fedeli, non solo ortodossi, che ogni domenica vi si radunano per lasciarsi affascinare dalla bellezza della Divina liturgia. Padre Antonij Sevrjuk, responsabile dell’Amministrazione delle chiese ortodosse in Italia per conto dello stesso Patriarcato, lo ha confermato in un’intervista rilasciata qualche tempo fa al giornale “Russia oggi”: “Ci vengono anche i semplici cattolici e i rappresentanti delle alte gerarchie del clero – ha spiegato -. A loro interessa entrare in contatto con la bellezza dell’ortodossia russa che forse non hanno mai avuto occasione di conosere prima. A Roma, storicamente, è sorta per prima la chiesa di San Nicola, che esiste ancora: si trova nella sala al pianterreno di un edificio abitato. A volte i passanti ne ignorano persino l’esistenza. L’architettura della nostra chiesa invece risalta subito, è sicuramente atipica per Roma, in quanto costruita secondo le tradizioni architettoniche dell’ortodossia russa. È un «luogo d’incontro» tra la cultura cristiana orientale e quella occidentale. Soprattutto adesso che i dipinti degli interni della chiesa sono al loro massimo splendore: gli ikonopisec (letteralmente «scrittori di icone», sono coloro che dipingono le icone) pietroburghesi la stanno abbellendo con i loro affreschi”. La chiesa è stata consacrata nel 2009, con una curiosità: “La collina sulla quale è stata costruita – ha detto padre Antonij – è stata scavata per quasi 10 metri in modo che la cupola di San Pietro, la cattedrale principale della Chiesa cattolica, rimanesse la dominante architettonica di Roma. Ma anche la nostra chiesa è ben visibile nella città e posso peraltro assicurare che si vede anche dalle finestre dell’ufficio del Papa e dai famosi Giardini vaticani dove il Pontefice passeggia quasi ogni giorno”. Anche l’intitolazione a Santa Caterina Martire non è stata casuale: “È stata una decisione dell’ormai scomparso patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio II, la cui benedizione ha permesso di erigerla in un momento in cui nessuno credeva a un’idea del genere – ha concluso il sacerdote -. Nel centro di Roma è difficile costruire qualsiasi cosa, tanto più nei pressi del Vaticano. Per molti l’idea sembrava campata per aria, ma il patriarca Alessio II impartì la sua benedizione patriarcale: ancora oggi in chiesa, nella parte bassa, è conservata l’icona che egli diede in dono mentre la stavano costruendo. È l’icona di Santa Caterina martire con il frammento di una reliquia”.

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