IL PAPA AGLI ORTODOSSI: “IL VERO DIALOGO VIA DELLA VERITÀ”

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Un appello al tempo stesso accorato ed energico a favore di un dialogo “capace di far apprendere gli uni dagli altri”, senza indulgere ad “esercizi teorici”, soprattutto quando in gioco ci sono temi cruciali come quelli legati all’autorità e al governo della Chiesa. Lo ha rivolto Papa Francesco nel suo indirizzo di saluto rivolto alla delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli giunta a Roma in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo che Roma celebra sabato 29 giugno. Secondo il Pontefice, i cattolici devono porsi, nei confronti dei fratelli ortodossi, in atteggiamento di ascolto in particolare sul “senso della collegialità episcopale” e sulla “tradizione della sinodalità, così tipica delle Chiese ortodosse”. “Sono fiducioso – ha detto Papa Bergoglio – che lo sforzo di riflessione comune, così complesso e laborioso, darà frutti a suo tempo”, ha quindi aggiunto rivolgendosi al metropolita Ioannis Zizioulas di Pergamo che guida la stessa delegazione e presiede, per la parte ortodossa, la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse. Nel 2007, proprio la Commissione mista aveva prodotto il cosiddetto Documento di Ravenna, nel quale per la prima volta dopo mille anni cristiani di Oriente e di Occidente hanno abbozzato una posizione comune sul rapporto tra i vescovi, il loro “protos” o primo – ovvero il papa, vescovo di Roma – e sui poteri e l’autorità di quest’ultimo su tutti i cristiani. Allo studio c’è adesso l’analisi di come si sia effettivamente articolato il “primato” del medesimo vescovo di Roma prima della rottura tra Oriente e Occidente. Nel suo discorso, il Santo Padre è comunque andato anche al cuore dei temi teologici del confronto, stigmatizzando le aperture a un certo “minimalismo al ribasso”, e ha aggiunto: occorre tendere all’“approfondimento dell’unica verità che Cristo ha donato alla sua Chiesa e che non cessiamo mai di comprendere meglio mossi dallo Spirito Santo. Per questo non dobbiamo avere paura dell’incontro e del vero dialogo. Esso non ci allontana dalla verità; piuttosto, attraverso uno scambio di doni, ci conduce, sotto la guida dello Spirito della verità, a tutta la verità”. La visita della delegazione ortodossa in Vaticano – ricorda una nota del Pontificio consiglio per l’Unità dei cristiani – rientra nel “tradizionale scambio di visite per le rispettive feste dei santi patroni: il 29 giugno a Roma per la celebrazione degli apostoli Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant’Andrea apostolo”.

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