LA RIZA, DECORO O PROTEZIONE? QUALCHE SPUNTO PER SAPERNE DI PIU’

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E’ il rivestimento metallico che copre le icone di legno, talvolta “non gradito” agli appassionati e ai puristi dell’icona eppure indispensabile per preservarne la bellezza e l’integrità attraverso i decenni. Stiamo parlando della riza, la copertura, per lo più d’argento (anche se ve ne sono numerose ed importanti in metallo, le cui cesellature non sono di certo inferiori per livello a quelle di materie prime più preziose) che viene utilizzata proprio allo scopo di proteggere l’opera dai possibili danni causati dal tempo, dall’uso per la venerazione, dalle lampade e dalla polvere. Alla riza ha dedicato un interessante approfondimento il blog “A reader’s guide to Orthodox icons” nel quale si sottolinea come la funzione conservativa del rivestimento non debba “svilire quella, ancor più significativa nelle intenzioni della committenza, di ulteriore devozione a opere considerate particolarmente care, dal punto di vista affettivo, quando non addirittura miracolose”. L’uso della copertura metallica delle icone è antichissimo: risale addirittura all’impero biantino di lingua greca. Ma perché, in concreto, le icone venivano – e vengono – ricoperte. Benché nella lingua italiana il termine tecnico di “riza” sia adoperato in maniera piuttosto univoca, il russo dispone di due parole diverse che connotano pure al differenza di significato: riza (риза), appunto, e oklad (оклад). Riza significa “veste” e rappresenta, in senso proprio, la copertura decorativa, usata per onorare l’icona. Nessuno poteva guardare un’icona coperta da una riza senza immaginare che questa fosse un oggetto prezioso per la persona che la possedeva.

Oklad, invece, vuol dire precisamente “copertura”, e questa parola rivela la fondamentale ragione pratica per la copertura delle icone. Le coperture si usano per aiutare a proteggere la superficie verniciata delle icone dall’annerimento causato dalla fuliggine e dal fumo delle lampade da vigilia, delle candele e dell’incenso usati durante le funzioni religiose. Pochi sanno che anche la celebre immagine della Trinità di Andrej Rublev era coperta da una riza, inizialmente donata dallo zar Boris Godunov all’inizio del Seicento e poi abbellita dai suoi successori. Secondo alcuni esperti, senza tale protezione l’icona medievale, oggi conosciuta e ammirata nel suo intero valore pittorico ed artistico, non sarebbe mai potuta sopravvivere fino ai giorni nostri in buono stato.

Nella foto: Madre di Dio di Kazan’, fine XIX secolo, 22,8×17,5 cm, Mosca, icona su tavola con riza d’argento sbalzato, cesellato e smaltato.

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