VICENZA, PALAZZO LEONI MONTANARI CELEBRA VENT’ANNI CON LE ICONE RUSSE

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È un arco temporale lungo vent’anni quello che unisce la storia di Palazzo Leoni Montanari, a Vicenza, e Intesa Sanpaolo che, nel 1999 (allora Banca Intesa), vi inaugurò la prima sede delle sue Gallerie d’Italia, cui successivamente si aggiunsero le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli (2007) e quelle di Piazza della Scala a Milano (2011). Nel 2019, come ricorda il sito ilgiornaledellarte.com, “costola” web della celebre ed autorevole rivista cartacea “Il Giornale dell’Arte”, il primo tassello di questa rete museale, che ha consentito all’ente bancario di aprire al pubblico le sue preziose collezioni d’arte, celebra il suo ventesimo compleanno nella città berica, negli spazi barocchi di quella dimora voluta da Giovanni I Leoni Montanari.

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Gli ambienti del palazzo e il suo stesso apparato decorativo (stucchi, affreschi e sculture a tema mitologico) rappresentano l’affrancamento dal rango borghese (quello mercantile) dei primi proprietari e il loro riscatto attraverso l’ascesa allo status nobiliare. Seguì la fruizione a sede bancaria per buona parte del Novecento (Banca Cattolica Vicentina divenuta poi Banca Cattolica del Veneto e il Banco Ambrosiano Veneto che ne fece sede di rappresentanza) sino alla storia recente. «La scelta di trasformare il palazzo in museo, in un luogo d’arte e cultura – afferma Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo – ha voluto essere un gesto di apertura verso la cittadinanza. È testimonianza di un radicato senso di responsabilità civica, che ci suggerisce di non trattenere con gelosa riservatezza i tesori architettonici e artistici di proprietà, bensì di condividerli con il pubblico e diffonderne la conoscenza». Oggi la sede vicentina delle Gallerie d’Italia accoglie difatti tre nuclei collezionistici di Intesa. Quello delle icone russe conta oltre 400 esemplari provenienti da una raccolta privata italiana acquisita negli anni Novanta e poi ampliata e arricchita fino a coprire oggi un periodo estesissimo, dal XII al XIX secolo. Dopo averne esposto sino al 2018 una selezione, a partire dal prossimo autunno Intesa Sanpaolo darà avvio a un ciclo espositivo triennale in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e lo Csar, il centro Studi sulle Arti della Russia dello stesso ateneo per approfondimenti scientifici e didattici (…).