“PERCHÉ LE CANDELE IN CHIESA?”: I MOTIVI DI UN GESTO ANTICO DEI CRISTIANI

Per quale motivo, in chiesa, si accendono le candele? E quale significato questo gesto riveste nella simbologia della Chiesa ortodossa? Lo spiega, in un breve ma estremamente chiaro articolo, il sito ortodoxia.it al quale abbiamo attinto per rispondere a una domanda frequente anche da parte dei nostri lettori. Ecco, di seguito, il testo.

Christian worshippers light candles during an Orthodox Easter service at Sioni cathedral in Tbilisi, Georgia, April 30, 2016. REUTERS/David Mdzinarishvili - RTX2C9H0

“Perché accendiamo le candele in chiesa?”. Il Beato Simeone di Tessalonica (XV secolo), studioso della Divina Liturgia, dice che la candela che brucia rappresenta la deificazione dell’essere umano, il suo divenire creatura nuova attraverso il fuoco dell’amore di Dio. La candela è un testimone della fede, della nostra appartenenza alla luce divina. Esprime la fiamma del nostro amore per il Signore, per la Madre di Dio, per gli angeli e per i santi. Non si deve accendere una candela con il cuore freddo, come mera formalità. L’azione esterna deve avere il supplemento della preghiera, anche la più semplice, usando le proprie parole. Una candela accesa è presente in molte funzioni della chiesa. Ne tengono in mano una i nuovi battezzati, e quanti si uniscono l’uno all’altra nel mistero del Matrimonio. Il rito del funerale si compie in mezzo a una moltitudine di candele accese. Proteggendo dal vento le loro candele accese, i fedeli camminano nelle processioni della Croce. Non vi sono regole assolute su quali e quante candele si devono offrire. Il loro acquisto è un piccolo sacrificio a Dio, volontario e non pesante. Una candela larga e costosa non è portatrice di maggiore grazia rispetto a una piccola.

Chi è solerte ad andare in chiesa cerca di accendere diverse candele in ogni visita: davanti all’icona della festa al centro della chiesa, all’icona del Salvatore o della Theotokos – per la salute dei propri cari, e al candelabro rettangolare (kanun) di fronte alla Croce – per il riposo delle anime dei defunti. Se il cuore lo desidera, si possono accendere candele a qualsiasi santo. Talvolta accade che tutti gli spazi di un candelabro siano pieni, e non c’è posto per accendere un’altra candela. Non si dovrebbe spegnere una candela che sta ancora bruciando per rimpiazzarla con la propria. È meglio chiedere a uno degli attendenti di accenderla al momento appropriato. E nessuno si deve rattristare se, alla fine della funzione, la sua candela viene spenta; il sacrificio è già stato accettato da Dio. Non c’è ragione di credere che si debba accendere una candela solo con la mano destra, che se la candela si spegne da sola questo sia un segno sfortunato, o che bruciacchiare il fondo di una candela per farla meglio aderire al candelabro sia un peccato, etc. Ci sono molte superstizioni simili, e sono tutte prive di senso per la Santa Chiesa Ortodossa. La candela di cera che brucia è gradita a Dio, ma Egli gradisce ancor di più l’ardore dei cuori. La nostra vita spirituale, la nostra partecipazione alle funzioni della chiesa, non è limitata alle candele. Le candele non ci liberano dai peccati, non ci uniscono a Dio, e non ci danno il potere di combattere la guerra spirituale. La candela è ricca di significato simbolico, ma noi non siamo salvati dai simboli, bensì dalla piena realtà, la Grazia increata di Dio.