IN MOSTRA A MOSCA LE “OPERE ITALIANE” DEL GRANDE ARCHITETTO SHCHUSEV

È stata inaugurata il 14 settembre, ed è visitabile fino al 6 dicembre, a Mosca la grande mostra organizzata dal ministero della Cultura della Federazione Russa e dalla Società imperiale ortodossa di Palestina (fondata nel 1882 dallo zar Alessandro III) dedicata al genio dell’architetto russo Aleksej Shchusev (1873-1949) che, all’inizio del secolo scorso realizzò in Italia la chiesa di San Nicola di Bari, il padiglione russo alla Biennale di Venezia e la chiesa ortodossa di Sanremo, poi costruita sotto la supervisione dell’architetto Pietro Agosti. L’esposizione, come riferisce il sito sputniknews.com, è allestita nelle sale del Museo dell’architettura dj Mosca comprende un centinaio di oggetti, tra disegni, planimetrie, schizzi relativi agli elementi esterni ed interni degli edifici, che vengono esposti per la prima volta al pubblico.

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Aleksey Shchusev, nome poco conosciuto al grande pubblico russo e italiano, è stato uno dei maggiori architetti russi del XX secole, autore — tra gli altri — di progetti di edifici diventati poi simbolo di Mosca, quali la stazione Kazanskiy, il mausoleo di Lenin sulla piazza Rossa, l’albergo “Mosca”. Shchusev fu fortemente attratto dall’Italia, che ebbe modo di visitare in lungo e in largo prima di dedicarsi ai progetti che lo legano al nostro paese: Roma, Napoli, Palermo, Firenza, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, lo videro frequente ospite ed attento osservatore.

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Negli anni Dieci del secolo scorso, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e della Rivoluzione Russa, Shchusev disegnò il progetto della chiesa ortodossa di San Nicola a Bari, costruita per volere della zarina Elisabetta Fedorovna, presidentessa della Società imperiale ortodossa di Palestina al fine di dare un luogo di culto ai fedeli ortodossi che si recavano in pellegrinaggio nel capoluogo pugliese per venerare le reliquie di San Nicola.  Qualche anno più tardi, nel 1914, su progetto di Shchusev venne iniziata a Venezia la costruzione del padiglione russo della Biennale. Entrambe le opere sono due fulgidi esempi dello stile russo, progettati per rappresentare oltreconfine l’Impero russo e mostrare l’autentico e unico volto della cultura e della forza dello Stato, sotto la diretta supervisione dello zar Nicola II. “In questi luoghi si apre tutta la profondità della nostra cultura nazionale e trovano una seconda vita i modelli dell’antica arte architettonica, si percepisce lo spirito dell’antichità russa”, ha sottolineato in un messaggio il ministro della cultura russo, Vladimir Medinskiy.