NUOVE SCOPERTE SULLE TRE ICONE DI ZVENIGOROD ATTRIBUITE A RUBLEV

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I ricercatori scientifici sono vicini a dimostrare che l’artista delle tre famose icone di Zvenigorod (nella foto sopra) non è lo stesso di quello della famosa icona della Trinità dipinta da sant’Andrej Rublev. Lo hanno annunciato i responsabili della Galleria Tret’jakov di Mosca, come riferisce il sito Pravmir ripreso dalle pagine web della parrocchia ortodossa di San Massimo Vescovo di Torino, del Patriarcato russo. Zelfira Tregulova, direttrice della galleria che ospita la famosa Trinità di Andrej Rublev (per dettagli su questa opera celeberrima è possibile consultare i numerosi contributi presenti in queste pagine utilizzando il motore di ricerca interno), ha spiegato che il lavoro sulle icone è stato eseguito con tutte le tecniche possibili per lo studio dell’arte antica russa. Secondo l’esperta, in relazione a nuove scoperte nella galleria, intendono rivedere il catalogo degli antichi dipinti russi nella collezione del museo, pubblicato per la prima volta nel 1995, poiché la scienza è molto progredita da allora. La ricerca sulle icone continuerà. “I risultati annunciati sono solo una fase in un complesso lavoro a più fasi compiuto dal museo”, ha aggiunto Tregulova.

Le famose icone di Zvenigorod, che comprendono le icone a mezzo busto del Cristo Pantocratore, dell’arcangelo Michele e dell’apostolo Paolo, furono trovate nel 1918 vicino alla Cattedrale della Dormizione sul Gorodok a Zvenigorod, in una tettoia in mezzo a legna da ardere, secondo molte fonti. I dettagli esatti della scoperta non sono chiari, ma è certo che sono stati scoperti da Grigorij Chirikov della Commissione pan-russa per la conservazione e la scoperta dell’antica pittura russa, che ha salvato icone in tutto il paese. Le tre icone facevano parte di una Deesis, con la Theotokos e san Giovanni il Precursore, e tutte le altre figure rivolte verso Cristo con le mani elevate in preghiera, per cui in origine sarebbero state in tutto sette o nove icone. Dopo il restauro delle icone, l’artista e restauratore Igor Gabra, capo delle officine centrali di restauro, dichiarò: “Il loro creatore può essere solo Rublev: solo lui ha padroneggiato l’arte di assoggettare tutti quei colori freddi, rosa, viola e blu a una volontà armonizzata; solo lui ha osato risolvere le sfide del colore…”. Da allora, tutti i libri di testo di storia dell’arte russa hanno indicato sant’Andrej Rublev come artista delle icone di Zvenigorod: l’unica questione è a quale chiesa appartenessero in origine.

Grazie all’opera degli scienziati della Galleria Tret’jakov e dell’Istituto statale di restauro, è stato ora dimostrato che le icone di Zvenigorod di fatto non sono state dipinte da Rublev. Furono dipinte alla fine del XIV secolo, mentre l’icona della Trinità fu dipinta negli anni ’20 del XV secolo. Secondo lo storico dell’arte e accademico dell’Accademia russa delle arti Alekaej Lidov, “abbiamo acquisito uno o due altri grandi artisti che hanno lavorato contemporaneamente al grande Andrej Rublev e a Teofane il Greco”. “Inoltre, questo è un trionfo della giustizia: le icone trovate nel 1918 furono attribuite ad un altro notevole iconografo russo. Questo evento è un notevole risultato del restauro e della critica dell’arte. Questa scoperta ci mette di fronte alla necessità di ripensare la storia dell’arte russa di questa epoca e di abbandonare la mitologia familiare dall’infanzia”, ha concluso Lidov.