LA PREGHIERA PER L’UFFICIATURA QUARESIMALE DI SANT’EFREM IL SIRO

Sant’Efrem il Siro ha composto una piccola e incisiva preghiera che la Chiesa ortodossa recita ogni giorno nelle sue ufficiature quaresimali. Da essa si comprende la prospettiva nella quale si pone il cristiano ortodosso praticante. Tutto ciò che ripiega la persona su se stessa (ozio, curiosità, superbia, loquacità, giudizio del fratello) viene rigettato. Viene fermamente richiesto quanto appartiene alla pura oblatività (saggezza, umiltà, pazienza, amore) nella serena considerazione della propria creaturalità (vedere le mie colpe). Naturalmente tutto ciò non è finalizzato ad acquisire una moralità che edifichi gli altri. Si può dire che sia paragonabile all’attenzione del funanbolista il quale, se vuole attraversare la corda e giungere alla fine del suo esercizio, prende le dovute precauzioni. Queste precauzioni sono ripresentate alla memoria, durante il momento liturgico, e domandate a Dio. Senza di esse non c’è spirito quaresimale ma non c’è neppure Ortodossia dal momento che l’Ortodossia è una realtà che si vive e che, alla fine, coincide con il Cristo stesso.

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Signore e Sovrano della mia vita, non darmi uno spirito di ozio, di curiosità, di superbia e di loquacità.
Segue una grande metania (prostrazione)
Concedi invece al tuo servo uno spirito di saggezza, di umiltà, di pazienza e di amore.
Segue una grande metania
Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare il mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amin.
Dopo questo versetto altre 12 piccole metanie dicendo per ciascuna:

O Dio, sii propizio a me peccatore e abbi pietà di me.
Di nuovo una grande metania e l’ultimo versetto della preghiera:
Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare il mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amin.

(da padridellachiesa.blogspot.it)