L’ICONA, I COLORI, LA SIMBOLOGIA: BREVE VADEMECUM PER SAPERNE DI PIÙ

Il sito Internet iconografia.com dell’iconografo Michele Antonio Ziccheddu ha dedicato un interessante approfondimento, accessibile e di semplice lettura, al tema del simbolismo dell’icona che rientra fra quelli che più incuriosiscono e suscitano domande fra gli amici de “I sentieri dell’icona”. Lo proponiamo come ulteriore strumento di conoscenza ad arricchimento dei già numerosi contributi presenti fra le nostre pagine web e raccolti, per lo più, nella sezione “Un po’ di storia…”.

Il simbolo è sempre un ponte che collega il visibile all’invisibile e li trasporta l’uno nell’altro.
(P. Evdokimov)

L’antropologia cristiana antica, sulla scia del pensiero paolino indica l’essere umano come costituito di tre dimensioni: corpo, anima e spirito (1Ts 5,73). Il cammino ascetico spinge l’uomo dall’esterno all’interno, dalla periferia al centro, dal superficiale al profondo, dal corpo all’anima, dal materiale allo spirituale, dalla vita fisica a quella interiore.
Sappiamo anche secondo l’insegnamento evangelico, che l’uomo è il tempio dello Spirito Santo, la dimora della SS. Trinità.
Nell’icona queste tre dimensione vengono evidenziate. Non si raffigura solo l’aspetto estetico dell’uomo, ma anche la sua realtà interiore che emerge attraverso la luce, l’illuminazione progressiva delle carni, la trasfigurazione del corpo.

Nell’icona tutto parla il linguaggio del simbolo:
· La tavola è simbolo del legno della Croce.
· Il gesso (leukas) è simbolo della pietra angolare che è Cristo.
· La tela rappresenta il sacro lino su cui fu impresso il volto del Cristo.
· L’emulsione-uovo indica la pasqua, la nuova vita in Cristo; il vino che si mischia all’uovo è simbolo del sangue eucaristico di Cristo.
· I colori materializzano la luce increata.

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Anche il procedimento pittorico segue un itinerario simbolico secondo le tre dimensioni umane:
· CORPO – CAMPITURE DI COLORE – STRUTTURA DELL’ICONA.
· ANIMA – SCHIARIMENTI (le luci danno anima e vita alla materia)–IMMAGINE.
· SPIRITO – LUMEGGIATURE – SOMIGLIANZA (i tratti vivi mostrano la somiglianza che lo Spirito ha conferito all’uomo).

I colori hanno un simbolismo molto vario e ricco:
· CINABRO, rosso fuoco, è il colore dei serafini, simbolo dell’amore divino.
· PORPORA, è il colore della regalità, del chitone del Cristo, del maphorion della Vergine e spesso dell’abito monastico.
· VERDE, è il simbolo della vita creata e della terra, dello Spirito Santo che dona la vita (vedere Trinità di Rublév), spesso nella tonalità smeraldo sostituisce il blu o ne attenua la forza attraverso velature trasparenti.
· BLU, rappresenta la trascendenza e l’ineffabilità divina, mostra apofaticamente l’indicibile realtà di Dio. Si trova nell’hymation del Pantokrator, nella mandorla del Cristo delle potenze.
· GIALLO, spesso sostituisce l’oro nel fondo della tavola, in una tonalità calda quasi arancione si trova nel clavo (stola) del Cristo o nelle vesti dell’Emmanuele o del Cristo in gloria.
· BIANCO, è la luce, spesso si usa in sostituzione dell’oro, è simbolo della purezza e si riscontra nelle vesti luminose del Cristo della Trasfigurazione come pure in quelle degli angeli.
· NERO, raffigura la notte, la quasi assenza di luce, gli inferi, le grotte spesso hanno un interno nero.

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I COLORI DELL’ ICONA
La tecnica della tempera all’uovo è antica di oltre quattromila anni. L’arte cristiana ha semplicemente fatto suo un patrimonio esistente. Già in epoca classica, questa tecnica era giunta ad un elevato livello di raffinatezza.
Se studiamo le icone più antiche, come pure le opere medievali e rinascimentali, notiamo subito che, nonostante il fatto che si presentino scure per via del tempo trascorso, degli agenti atmosferici e della olifa, i colori si sono conservati quasi intatti.
Non è casuale, ma il frutto dell’utilizzo di colori naturali e minerali da parte dell’autore. Invece, i colori acrilici o comunque artificiali non possiedono la stessa resa, ma già dopo pochi anni subiscono il processo di deterioramento e sbiadiscono.
Quindi, i maestri iconografi del passato come attuali, tendono a mantenere viva la tradizione di produrre i propri colori, anche perché, i pigmenti naturali conservano delle caratteristiche di luminosità e cromatismo eccellenti. Infatti, i cristalli minerali presenti nei colori rifrangono la luce che li colpisce, cosa che non avviene con altri colori.

I pigmenti naturali principali utilizzati in iconografia:
· NERO: nero d’avorio, nero di vite, nero di marte (ossido di ferro).
· BIANCO: cerussite (bianco di piombo), bianco di zinco, bianco di titanio.
· ROSSO: cinabro (colore antico, varia dal porpora al rosso scarlatto), ocra rossa, carminio, minio, risalgallo.
· GIALLO: orpimento, ocra gialla, terra di Siena, limonite.
· VERDE: malachite, glauconite (terra verde), dioptasio.
· BLU: lapislazzuli (soprattutto per le velature), azzurrite, blu di Prussia, oltremare, indaco.
· MARRONE: ematite (grigia e marrone), terra di Siena bruciata, terra d’ombra.