“LA VERITÀ DELL’ORTODOSSIA” SPIEGATA DAL FILOSOFO NIKOLAJ BERDIAEV (3)

Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev (in russo: Николай Александрович Бердяев; Kiev, 1874 – Clamart, 1948) è stato un filosofo russo. Dissidente anticomunista, espulso dalla Russia dai Bolscevichi nel 1922, emigrò in Francia, dove visse fino alla morte. Il blog “Cristiano ortodosso italiano” ha pubblicato, del grande pensatore, uno scritto dal titolo “La verità dell’Ortodossia” utile a comprendere il valore e la forza interiore della fede dell’Oriente cristiano (“l’altro polmone”, come la definiva, amorevolmente, San Giovanni Paolo II) anche per il lettore occidentale. Lo riproponiamo, in parti successive, per gli amici de “I sentieri dell’icona”.

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di Nikolaj Berdjaev

L’Ortodossia compie una divisione più profonda tra il mondo divino e quello naturale, tra il regno di Dio e quello di Cesare e non accetta delle possibili analogie che sono frequentemente evidenti nell’ambito della teologia cattolica. Essa concepisce in Dio una sostanza impartecipabile e delle energie che coinvolgono tutto l’universo. Le energie divine agiscono sia nell’uomo che nel mondo. Non si può dire, a proposito del mondo creato, che è dio o che è divino, ma non si può nemmeno dire che è un’espressione esterna alla divinità. Dio e la vita divina non assomigliano al mondo naturale o alla vita naturale; in questo campo non è assolutamente possibile fare delle analogie. Dio è eterno la vita naturale è finita ed è limitata. Ma l’energia divina si riversa da Dio sul mondo naturale, agisce su di lui e l’illumina. Questa è l’ortodossa comprensione dello Spirito Santo. L’insegnamento di Tommaso d’Aquino in base al quale il mondo naturale è in opposizione al mondo soprannaturale è, nell’ottica ortodossa, un modo di secolarizzare il mondo. L’Ortodossia è essenzialmente pneumatologica ed è questo a contraddistinguerla. La sua spiritualità è il risultato finale della sua trinitarietà. Così la Grazia non è la mediazione tra la sfera soprannaturale e quella naturale; la grazia è l’azione delle divine energie nel mondo creato; essa rivela la presenza dello Spirito Santo nel mondo. La caratteristica spirituale-pneumatologica dell’Ortodossia rende il Cristianesimo più completo e rivela il predominio del Nuovo Testamento sui presupposti del Vecchio. Nel suo apice, l’Ortodossia comprende lo scopo della sua vita come la ricerca del conseguimento della grazia dello Spirito Santo. Ciò comporta la spirituale trasfigurazione della creazione. Questa comprensione è essenzialmente opposta alla comprensione legalistica con la quale il mondo divino e il mondo soprannaturale sono composti da una legge e da una norma che devono modellare il mondo creato e naturale.
L’Ortodossia è principalmente liturgica. Il popolo cristiano viene informato e illuminato non solo dai sermoni e dall’insegnamento ma dalle liturgie che infondono e adombrano la vita trasfigurata. La liturgia insegna attraverso la vita dei santi incoraggiandone il culto. Tuttavia l’immagine dei santi non è il punto di riferimento principale: a loro è stata garantita la grazia dell’illuminazione e della trasfigurazione della creazione solo attraverso l’azione dello Spirito Santo. Questo, non essendo per l’Ortodossia una qualche realtà normativa, non è facilmente comprensibile né da chi ha normali stili di vita né dalla storia; considerare l’azione dello Spirito Santo è ben poco attraente per qualsiasi organizzazione. L’ignoto mistero dell’attività dello Spirito Santo sulla creazione non è mai stato compreso in termini storici e culturali.
La peculiare caratteristica dell’Ortodossia è la libertà. Questa realtà interiore non è osservabile all’esterno ma è presente dappertutto. L’idea della libertà come fondamento dell’Ortodossia è stata presentata nel pensiero religioso russo del XIX e XX secolo. L’ammissione della libertà di coscienza distingue radicalmente la Chiesa Ortodossa da quella Cattolica. Ma la comprensione di libertà nell’Ortodossia è differente dalla comprensione di libertà che ha il Protestantesimo. Nel Protestantesimo come in tutto il pensiero occidentale, la libertà è compresa individualisticamente, come un diritto personale, da conservarsi da ogni abuso altrui. Perciò viene dichiarata autonoma.

(3-continua)