LA RIZA SULL’ICONA: RIVESTIMENTO, PROTEZIONE E SEGNO DI VENERAZIONE

La riza (in russo: риза) è la copertura di metallo che ricopre la superficie di un’icona, di solito costituita da una materia prima in prevalenza (anche se non sempre) preziosa. Per indicarla si usa a volte la parola “rivestimento”, anche se riza è la parola più comune utilizzata in iconografia: la parola russa è ad’opera tra per riferirsi anche alle coperture metalliche delle icone dell’impero bizantino di lingua greca, dove la pratica ha avuto origine. Perché le icone sono coperte? Ma, soprattutto, qual è il significato di questa tradizione? Vale la pena approfondirlo (e già altri contributi sono presenti nell’archivio del nostro sito: per consultarli basta servirsi del motore di ricerca interno) visto che, per l’osservatore occidentale, talvolta la protezione della tavola appare difficile da recepire; in parole più semplici, appaga poco il gusto estetico, nonostante il grande valore di oreficeria dei manufatti.

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Le due parole russe utilizzate per questi rivestimenti metallici – Riza (риза) e oklad (оклад) – aiutano, come sottolinea un articolo del blog “A reader’s guide ti Orthodox icons” a capirne di più:

Riza significa “veste”, e quindi si può dire che la copertura è decorativa, ed è usata come un modo per onorare l’icona. Nessuno poteva guardare un’icona coperta da una riza senza immaginare che questa fosse un oggetto prezioso per la persona che la possedeva

Oklad significa “copertura”, e questa parola rivela la fondamentale ragione pratica per la copertura delle icone. Le coperture si usano per aiutare a proteggere la superficie verniciata delle icone dall’annerimento causato dalla fuliggine e dal fumo delle lampade da vigilia, delle candele e dell’incenso usati durante le funzioni religiose.

E così una riza si utilizza sia per venerare l’icona, sia per proteggerla dai danni causati dalle candele e da altri oggetti di venerazione.

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La riza mostrata sopra venne realizzata intorno al 1599 per la famosa icona della Santissima Trinità di Andrej Rublev (l’icona scoperta, così come appare oggi, è mostrata qui sopra). La riza copriva completamente l’icona tranne i volti degli angeli, le mani , e piedi, e fu rimaneggiata più volte: i primi elementi comprendono telaio, sfondo, targhe figurative, e pietre preziose tagliate a cabochon. L’originale era un regalo dello zar Boris Godunov nel 1599-1600, e consisteva di cornice, sfondo, targhe figurative e aureole di pietre preziose. L’angelo al centro indossa un pendaglio regalato dallo tsarevich Fjodor, impreziosito con perle e pietre preziose che incorniciano un cammeo di zaffiro di Cristo Pantocratore, di fattura bizantina riutilizzata, originario del X secolo (difficile da notare a questa risoluzione, ma appena visibile). Le tre collane a forma di mezzaluna fissate alle aureole sono state aggiunte dallo tsar Michele I Romanov nel 1626. Dettagli successivi sono stati collocati nel 1754 dall’argentiere di Mosca Ivan Grigoriev, a spese del monastero. La copertura originale , così come gli abbellimenti successivi, appare come se la ragione principale per l’aggiunta sia stata quella di onorare l’icona (e quindi il prototipo: la Santissima Trinità). In questo modo, la riza potrebbe essere vista come una forma di ex voto.

Una caratteristica distintiva di alcune icone sono piccoli fori, a distanze uniformemente lungo i bordi delle aureole e altrove, che danno l’impressione di un attacco da parte di tarli estremamente organizzati. Questi fori sono causati quando la riza viene rimossa da una icona, lasciando buchi nei punti dove il metallo era attaccato al legno. Di fatto, l’icona della Trinità di Rublev mostra segni di piccoli fori dove una volta c’era il rivestimento. Per questo, e per altri motivi, non a tutti piace rivestire un’icona con una riza. Certamente l’icona della Santissima Trinità di Rublev è più nota e amata com’è ora, nella sua forma originale e non coperta. Tuttavia, si potrebbe sostenere che se non fosse stata coperta agli inizi del XVII secolo, quest’icona medievale non avrebbe mai potuto sopravvivere fino ad oggi in buono stato. L’immagine profonda e potente della Santissima Trinità è stata creata da Rublev durante i tempi bui della storia della Russia, e così ha agito come un faro per i fedeli. Fu coperta durante un momento di pietà generale in Russia, quando la spiritualità cristiana è fiorita in tutto l’Impero russo. La “scoperta” dell’icona, insieme ad altre icone ispirate dallo stile semplice e pieno di fede di Rublev, è avvenuta agli inizi del XX secolo, senza dubbio un momento in cui il mondo è entrato in nuovi tempi “bui” e turbolenti. Queste icone “brillarono” di nuovo proprio nei momenti giusti, risplendendo ancora di più in contrasto con le ombre circostanti. Viviamo in tempi in cui queste icone brillano ancora, e ce n’è ancora bisogno. Ma possono farlo solo perché sono state nascoste sotto coperture di metallo dorato nei precedenti secoli di pace e prosperità esterna.