LA VENERAZIONE DELL’ICONA: PREGARE L’IMMAGINE PER ONORARE IL PROTOTIPO

L’Università di Roma Tre ha recentemente pubblicato un breve ma interessante contributo dal titolo “L’Ortodossia e i suoi simboli religiosi”. Nella parte del testo dedicata alle Sante icone, si approfondisce, in maniera adatta soprattutto alla divulgazione, la questione cruciale, anche per l’approccio spirituale all’arte iconografica, della differenza fra “venerazione” e “adorazione”. Riportiamo il testo per gli amici de “I sentieri dell’icona” ringraziando don Sergio Mercanzin, fondatore del “Centro Russia ecumenica” di Roma e componente del nostro Comitato scientifico, per la segnalazione.

I cristiani ortodossi pregano in presenza di icone ma non pregano le immagini. O meglio: I cristiani ortodossi venerano le icone, vale a dire, rendono loro rispetto poiché sono oggetti santi, e poiché onorano ciò che le icone raffigurano. Loro non adorano le icone più di quanto un patriota non adori la sua bandiera. Il saluto alla bandiera non è esattamente lo stesso tipo di venerazione che diamo alle Icone, ma è pur sempre un tipo di venerazione. E così come gli Ortodossi non venerano il legno e la vernice, ma piuttosto le persone dipinte nelle Icone, i patrioti non venerano il tessuto e le tinture, ma piuttosto il Paese rappresentato dalla bandiera. Queste furono le conclusioni del Settimo Concilio Ecumenico, che stabilì nel proprio Oros (decreto) quanto segue: “Poiché questo è il caso in questione, seguendo il sentiero regale e l’insegnamento divinamente ispirato dei nostri santi Padri e della Tradizione della Chiesa cattolica, decidiamo in tutta correttezza e dopo un completo esame che, così come la santa e vivifica Croce, allo stesso modo le sante e preziose Icone dipinte con colori, ornate con piccole pietre o con quant’altro è utile a questo scopo (epitedeios), debbano essere poste nelle sante chiese di Dio, sui vasi e paramenti sacri, su muri e tavole, nelle case e nelle strade, sia che esse siano Icone del nostro Dio e Salvatore, Gesù Cristo, o della nostra intemerata Signora e Sovrana, la santa Madre di Dio, o dei santi angeli e di santi e pii uomini.

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Ogni volta, infatti, che vediamo le loro rappresentazioni in immagine, siamo condotti, mentre le contempliamo, a rammentare i prototipi, progrediamo nell’amore per loro, e siamo indotti a venerarli ulteriormente baciando le icone e testimoniando la nostra venerazione (proskenesin), non la vera adorazione (latreian) che, secondo la nostra fede, è appropriata solo per l’unica natura divina, ma nello stesso modo in cui veneriamo l’immagine della preziosa e vivifica Croce, il santo Vangelo e gli altri oggetti sacri che onoriamo con incenso e lumi di candela secondo la pia usanza dei nostri antenati. L’onore reso all’immagine va infatti al suo prototipo, e la persona che venera un’Icona venera la persona che vi è rappresentata.”6 Quindi è bene precisare che i cristiani ortodossi non adorano le icone nel senso in cui la parola “adorazione” si usa comunemente in italiano. Ultima domanda che mi sono posta e se queste icone facciano miracoli. La risposta a questa domanda è: sì, in un certo senso. Nondimeno, per essere precisi, è Dio che opera miracoli attraverso queste cose. Perché Dio onora quanti lo onorano e perciò si compiace di operare miracoli attraverso i suoi Santi, anche attraverso questi mezzi indiretti. Il fatto che Dio possa santificare oggetti materiali non dovrebbe sorprendere alcuna persona che sia familiare con le Scritture. Rifiutare la verità che Dio opera attraverso le cose materiali significa cadere nello gnosticismo. Perciò sì, in senso lato, le icone possono fare miracoli, ma per essere precisi, è Dio che opera miracoli attraverso le Icone, perché Egli onora quanti lo hanno onorato.