PASQUA ORTODOSSA, AUMENTANO I RUSSI CHE RISPETTANO IL “GRANDE DIGIUNO”

Mentre i cattolici e i cristiani di rito orientale che non seguono il calendario giuliano hanno celebrato, domenica 27 marzo, la Pasqua di Resurrezione, i cristiani russo-ortodossi stanno in queste settimane rispettando la “Santa Quaresima”, o anche il cosiddetto “Grande Digiuno” (Veliky post), istituito nei primi secolo del cristianesimo in ricordo del digiuno di 40 giorni di Gesù nel deserto. Si tratta comunque, come per i cattolici, di sette settimane di preghiera, pentimento e astinenza in attesa, appunto, della Pasqua che, nel 2016, cadrà il prossimo 1 maggio. È, quello in corso, il periodo dell’anno liturgico a regime più severo per i fedeli: vietata carne, uova, pesce, derivati del latte e alcool. La tradizione vuole che, da sempre, siano gli ordini monastici i più rigorosi osservanti del digiuno. Per questo, nel tempo, proprio i monasteri sono diventati la culla di alcune delle ricette migliori per zuppe e piatti vegetali a base di funghi, ortaggi e bacche.

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Secondo un recente sondaggio del centro demoscopico ufficiale VTsIOM, riportato dall’agenzia Asianews, è in crescita il numero di russi disposto a osservare con diversi gradi di rigore il digiuno. Stando allo studio, rilanciato da Interfax, ha intenzione di osservare la Quaresima il 27% dei russi, rispetto al 18% del 2005. Il 71% dei russi, però, dichiara che non cambierà regime alimentare; ciononostante, ristoranti e bar nelle grandi città hanno già tutti inserito per questo periodo uno speciale menù per il digiuno. Il periodo di astinenza culmina nella Settimana della Passione (la Settimana Santa cattolica). Nel rito ortodosso non è prevista la Via Crucis, e neppure l’adorazione eucaristica. Nei paesi ex sovietici il Venerdì Santo si fa benedire in chiesa il dolce tipico di Pasqua, il pashk o kulich, molto simile al panettone, dal sapore di anice ma senza canditi e uvetta. Il lungo periodo di preparazione di corpo e anima alla Resurrezione culmina, appunto, anche per i russo-ortodossi con la domenica di Pasqua, festa centrale nel calendario cristiano.