RESTITUITA ALLA RUSSIA UN’ICONA DEGLI ZAR “PERDUTA” DURANTE LA GUERRA

Un’antica icona mariana appartenuta al fratello dello zar Alessandro III, il granduca Aleksej Alexandrovich (1850-1908), è stata ricollocata venerdì 25 marzo scorso nella residenza imperiale di Tsarskoye Selo, a San Pietroburgo (nella foto di copertina), dopo essere rimasta custodita, fino alla Seconda guerra mondiale, nei caveau del Museo annesso al palazzo. Il soggetto Mariano raffigurato è quello della Madre di Dio “rapida nell’ascolto” donata allo stesso Museo dalle eredi di un alto funzionario dell’esercito tedesco. È stato naturalmente impossibile stabilire come la preziosa opera fosse finita nelle sue mani: di certo, però, secondo quanto gli esperti sono riusciti a ricostruire, che il militare fosse solito collocare l’icona ai piedi dell’altare durante le funzioni celebrate presso il suo reparto. A ricostruire la provenienza della tavola, su richiesta della famiglia del possessore, è stato il professor Wolfgang Eichwede, noto ed autorevole storico tedesco, che l’ha individuata nel Catalogo dei beni di valore sottratti o perduti dalla Russia durante il conflitto. La Madre di Dio appartiene alla collezione storica della residenza degli zar e reca sul retro (nella foto sotto) i relativi numeri di inventario.

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Probabilmente non venne rimossa dal palazzo al momento della sua evacuazione, nel 1941. Stando a quanto si può leggere sul retro, l’opera venne donata al granduca Aleksej in occasione della sua seconda visita sul Monte Athos, in Grecia. Per la tradizione, la Madre di Dio “rapida nell’ascolto” appartiene alle tipologie canoniche più antiche, originariamente “scritta” proprio dai monaci del Monte Athos nel X secolo. L’originale è oggi custodito nel monastero ortodosso di Docheiariou. L’icona fu sempre molto venerata dalla famiglia Romanov, in particolare dalla granduchessa Elisabetta Fedorovna e dallo stesso ultimo zar, Nicola II.