FRANCESCO E KIRILL, IL CARD. BETORI: “LE ICONE IL SEME DELL’ABBRACCIO”

C’è anche il seme delle icone all’origine dello storico incontro, in programma per venerdì 12 febbraio 2016 a Cuba, fra Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill. Lo pensa l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, che, in un colloquio con l’agenzia Ansa, ha ricordato lo scambio – avvenuto quattro anni fa e che anche “I sentieri dell’icona” a suo tempo ebbe modo di documentare – fra una Madonna di Giotto, che venne portata nella capitale russa, e, contestualmente, tre antiche icone arrivate dalla Galleria Tret’jakov per essere collocate nel Battistero (nella foto di copertina). Mostre incrociate, che assunsero un grande valore teologico. “Il prossimo incontro tra il papa Francesco e il patriarca Kirill – ha detto Betori – è un grande passo che è stato preparato da tanti piccoli passi e ritengo che anche questo scambio di tavole di Giotto e di icone della grande tradizione russa sia stato un elemento che abbia favorito la reciproca conoscenza e soprattutto la volontà di dialogare e di far vivere esperienze di fede”.

image

“Non bisogna dimenticare – ha aggiunto l’arcivescovo – che lo scambio di opere d’arte, una proposta nata dal professor Alberto Melloni dell’Istituto di Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna, fu collocato all’interno di un progetto spirituale perché le tre icone che venivano da un museo russo, dove erano custodie dopo essere state sottratte da chiese ortodosse dall’inizio della Rivoluzione russa, furono portate nel nostro Battistero perché ci si potesse pregare davanti di nuovo. Non fu un’esposizione, fu un’ostensione per la preghiera. Si riportavano quelle icone alla loro primitiva destinazione. Così concordammo nel dialogo tra me e il metropolita Hilarion”.
Un passo dietro l’altro, ma perché solo ora è arrivato a maturazione quello che è stato fatto nel passato? “Dietro queste vicende c’è sempre una regia della Provvidenza. Non sono fatti storici semplicemente, sono fatti che si inseriscono in una storia di salvezza. Il Signore vuole l’unità dei suoi figli e quindi ringraziamo il Signore”, ha risposto Betori ricordando che “questo passo (ndr l’incontro a Cuba) peraltro arriva in un momento di grande avanzamento perché la componente russa all’interno dell’ortodossia è la componente prevalente per cui ogni altro riavvicinamento tra cattolici e ortodossi sarebbe stato mutilo senza questo rinnovato dialogo”.

L'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori
L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori

Quell’ incontro tra cattolici e ortodossi in Battistero a Firenze, ha sottolineato ancora Betori, “non fu solo un incontro tra Chiese, quella fiorentina e quella ortodossa russa, ma un incontro tra popoli per favorire il dialogo. Politica e religione si sono interessate per favorire il dialogo tra i popoli e le chiese – con l’attiva partecipazione dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dell’ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi, come pure di esponenti del governo russo – in modo non dissimile da questo incontro, per quel che si può comprendere dall’esterno, tra il Papa e il patriarca a Cuba. Un contesto politico favorevole favorisce l’incontro tra due uomini di Chiesa. Il dialogo tra le Chiese è un elemento importante per il dialogo della pace. Quando le Chiese dialogano tra di loro, è fattore essenziale per la pace nel mondo”.