PAPA FRANCESCO: “COL PATRIARCA KIRILL UN ABBRACCIO PER UN PONTE DI PACE”

“Io ho lasciato fare. Ho solo detto che volevo incontrare e riabbracciare i miei fratelli ortodossi. Tutto qui. Sono stati due anni di trattative di nascosto, ben condotte da vescovi bravi. Per gli ortodossi se n’è occupato Hilarion, che oltre a essere bravo è anche un artista, un musicista. Hanno fatto tutto loro”. È la riflessione di Papa Francesco alla vigilia dello storico incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill riportata in un ampio articolo a firma di Massimo Franco sull’edizione del Corriere della Sera dell’8 febbraio 2016. In attesa del faccia a faccia, che avverrà a Cuba, Bergoglio ha esternato con i suoi collaboratori i pensieri più personali riguardo a un abbraccio atteso da anni dopo lo scisma fra le due Chiese del 1054. E nel testo del quotidiano è ancora il Pontefice a parlare: “Ponti. Ponti: quelli bisogna costruire. Passo dopo passo, fino ad arrivare a stringere la mano a chi sta dall’altra parte. I ponti durano, e aiutano la pace. I muri no: quelli sembrano difenderci, e invece separano soltanto. Per questo vanno abbattuti, non costruiti. Tanto sono destinati a cadere, uno dopo l’altro. Pensiamo a quello di Berlino. Sembrava eterno, e invece: puff, in un giorno è caduto giù”. “Il «ponte» – aggiunge Massimo Franco – ricostruito con l’Ortodossia è frutto di questa paziente strategia del dialogo; di rispetto per interlocutori che il Papa valuta soprattutto come persone”.