NATALE IN RUSSIA: ABETI E MUSICA IN ATTESA DEL PATRIARCA

In molti Paesi ortodossi, come la Russia, il Natale si festeggia il 7 gennaio, secondo l’antico calendario giuliano. Nelle principali chiese si celebra con preghiere, salmi e le suggestive Krestnyu Khod, processioni con luminarie, fiaccole e le sacre icone. Termina il Natale la funzione solenne del Patriarca di Mosca e della Russia, Cirillo I, nella cattedrale del Cristo Salvatore, vicino al Cremlino.

Chi segue i riti armeni festeggia, invece, il 19 gennaio, anche se, adeguandosi ai riti cristiani, Garante Baba, il Babbo Natale armeno, porta i regali ai bambini la sera del 5 gennaio, mentre il 6 s’imbandiscono le tavole per ospitare, come nelle migliori tradizioni, amici e parenti. Soltanto nella chiesa armena di Gerusalemme, dove si festeggiano i tre riti – cristiano, armeno e ortodosso – il Natale cade secondo il calendario giuliano, il 19 gennaio.

Ovunque i simboli che uniscono tutte le tradizioni restano l’albero decorato, i mercatini ricchi di doni e di cibo, presenti nelle grandi città e nei piccoli borghi di montagna, e i canti religiosi: l’addobbo dell’albero per le feste è un rito nato in Francia alla fine del Settecento, mentre la prima canzone natalizia risale al 1818. Era Stille Nacht, tradotta in italiano Astro del ciel, e venne cantata in una chiesa di Oberndorf, nel Salisburghese austriaco. Più antica, invece, è l’arte di decorare porte e finestre con edera, agrifoglio e vischio, nata in epoca vittoriana in Gran Bretagna, proprio quando si diffuse l’abitudine di appendere un ramo di vischio in casa, sotto il quale darsi un bacio portava fortuna. In Austria, in Germania e nel nordest d’Italia si decora la corona dell’Avvento con nastri, statuine, dolci e quattro candele che rappresentano le quattro domeniche precedenti il Natale. Tra gli alberi più belli e famosi da ammirare ci sono quelli storici di Londra, a Trafalgar Square, dove ogni dicembre svetta un gigantesco albero decorato con tantissime luci e colori. Anche quello di New York è famoso e molto amato: svetta nel Rockfeller centre e la sua accensione viene accompagnata da una concerto di star americane. Splendente e affascinante è quello di Praga, circondato dal celebre mercatino di Natale e incastonato tra gli antichi palazzi del centro. Il più grande del mondo, infine, è quello di Gubbio, adagiato sulle pendici del monte Ingino che sovrasta la città medioevale, con oltre 300 sorgenti luminose collegate da 8.500 metri di cavi elettrici.